Qualche giorno fa mi sono trovata per strada molto tardi, più tardi del solito. E’ bello vedere la mia città silenziosa e calma, le luci che si riflettono sul pavimento, le vetrine rilassate senza troppi occhi addosso. Qualche giorno fa mi sono trovata per strada molto più tardi del solito, ed ero da sola. Sola con il mio zaino che ha le bretelle sempre troppo vicine al seno e mi tira la camicetta. Ma non c’era nessuno per strada, era molto tardi, quindi andava tutto bene, anche quella tenuta sexy fuori luogo.
Camminavo e sentivo solo i rumori dei miei passi, fino a quando non ho sentito una specie di piccolo grido, o il rumore di un gatto, non capivo bene.
Mi sono voltata di scatto, un po’ spaventata, e ho visto due ombre, molto vicine, abbracciarsi, con passione, come fanno due ombre che si vogliono, come fanno due ombre che si stanno amando, come fatto due ombre che fanno sesso.
E’ stato un attimo, vedere che avevano i vestiti addosso mi ha fatto sentire meno a disagio. Ho girato la testa dalla parte opposta, e ho camminato più velocemente fino ad un incrocio. Mi sono fermata, un po’ turbata, un po’ affannata. Non mi ero accorta che stavo respirando così velocemente, anche se di fatto non avevo corso.
C’era un silenzio assoluto, non si sentiva nulla, io non sentivo nulla se non il mio respiro, e i loro rumori, il fruscio dei loro vestiti. Questi deboli suoni si componevano nella mia mente come una immagine distinta della scena che i due sconosciuti stavano vivendo. Sentivo le loro mani accarezzarsi, i loro baci scambiati con passione.
Li sentivo su di me.
Sono stata ad ascoltare e a provare piacere nella mia mente per qualche minuto, ma è stato il piacere più intenso che abbia provato negli ultimi mesi. E’ stato mentale, ma il corpo reagiva ed era amato come per magia…
Lo racconto in questo diario come confessione di una delle cose più piacevoli che la mia mente e il mio corpo abbia mai vissuto.
giorgio 7:45 pm on Giugno 27, 2008 Permalink |
Sono convinto che il sesso più bello che si possa vivere (reale ma anche “virtuale”) sia quello che nasce dalla nostra mente, dalla nostra fantasia…Questa mattina ero in metro: sono in piedi, mi reggo con la mano a un palo verticale. Sale una ragazza, carnagione chiara, nera di capelli. Si avvicina a me nonostante ci fosse molto spazio sulla carrozza, e si regge anche lei allo stesso palo con la mano. Durante il tragitto ha continuato a muovere in modo sensuale il suo corpo, quasi stesse danzando con quel palo. Il suo sguardo ha mai incrociato il mio. Eppure ci siamo guardati tutto il tempo…